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Parco dell’Asinara: la storia e le caratteristiche

Il Parco nazionale dell’Asinara è un’istituzione giovane. Qui, nei pascoli che si affacciano sul mare, ci sono infatti parecchi asini bianchi – unici al mondo e vere e proprie mascotte dell’isola – che sono nati prima della costituzione del Parco dell’Asinara. Bisogna infatti sottolineare che i decreti istitutivi del Parco, e quindi anche dell’Area marina protetta dell’Isola dell’Asinara, sono stati emanati solamente nel 2002. Se raffrontata alla lunga e variegata storia di questo singolare territorio, quella del Parco è ben poca cosa: stiamo parlando, insomma, di un neonato. Ma che neonato!

La nascita del Parco dell’Asinara

Il Parco dell’Asinara, dunque, è nato a tutti gli effetti solo nel 2002: lo stesso anno, per dire, in cui in Italia e in altri 11 Paesi europei l’Euro mandava in pensione i vecchi coni. Ma del Parco nazionale dell’Asinara si era iniziato a parlare molto, molto prima. Già negli anni Sessanta, nella vicina Porto Torres, qualcuno aveva lanciato l’idea di trasformare l’Isola dell’Asinara in un parco protetto. A quel tempo l’isola era ancora chiusa al pubblico – divieto che durerà fino al 1999 – e si riassumeva di fatto in un carcere di massima sicurezza, che ha ospitato, tra gli altri, brigatisti e mafiosi, come Raffaele Cutolo e Salvatore Rina.

Ancora prima di essere un temibile carcere, l’Isola dell’Asinara era stata una colonia agricola e un lazzaretto: proprio per questo nel 1885 le circa 100 famiglie che abitavano l’isola furono forzatamente allontanate, per trasferirsi a Nurra, a Porto Torres e a Sassari, nonché in quel pezzo di terra che dalla Sardegna propende verso l’Asinara, dove un manipolo di esuli fondò quella che oggi conosciamo come Stintino.

Da lazzaretto l’isola divenne una prigione di guerra, ospitando per esempio prigionieri austro-ungarici e, successivamente, abassini, per diventare poi, come detto, un carcere di massima sicurezza. Fu proprio il continuo ‘uso particolare’ di questa isola a renderla via via speciale, con il sopravvento della natura incontaminata sulle opere dell’uomo. E era per questo motivo che, fin dagli anni Sessanta, si vociferava della creazione di un Parco dell’Asinara. Solo alla fine degli anni Ottanta, però, questa possibilità venne presa in seria considerazione, per poi arrivare, nel 1997, alla perimetrazione del Parco Nazionale: nello stesso anno, il carcere venne definitivamente chiuso.

Parco dell’Asinara, Sardegna: le caratteristiche

parco nazionale dell'asinaraCosì, dopo più di un secolo di isolamento completo, l’Isola dell’Asinara è stata aperta al pubblico, seppure in modo controllato, per mantenere intatte le peculiarità uniche di quest’isola. Gli asinelli bianchi, infatti, sono solo l’aspetto più appariscente di questo singolare e affascinante territorio, perla della Sardegna che sa regalare sensazioni profonde ai tanti visitatori. Insieme agli asinelli, durante le escursioni nel Parco dell’Asinara, potrai incontrare anche tanti altri animali, dai mufloni a cinghiali, per non parlare dei tanti volatili, dal gabbiano corso al falco pellegrino. Sarebbe però un peccato tenere gli occhi fissi al cielo per tutto il tempi: si perderebbero le stupende calette che adornano l’isola, i ruderi delle vecchie abitazioni, e le tante attrattive del Parco, dall’Ossario austro-ungarico fino all’ex Colonia penale, immerse nella verace viva macchia mediterranea

Ci sono diversi modi per visitare il Parco Nazionale dell’Asinara: puoi farlo attraverso un’escursione in barca, con soste di cala in cala. Oppure puoi farlo dall’interno, muovendoti con degli avventurosi 4×4 alla scoperta delle meraviglie dell’Isola dell’Asinara.

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Foto di @claudiae_net

Foto di copertina di naturalistsinlove

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