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LA STORIA E LE LEGGENDE DELL'ASINARA

corsaro BarbarossaLa presenza dell’uomo, fatta risalire al Neolitico, è tra le più antiche della Sardegna. Il ritrovamento di Domus de Janas nel nord dell’isola è una testimonianza di questo passato.

In un continuo fluire del tempo, la presenza umana non è mai cessata nel corso dei secoli, così i Romani hanno lasciato tracce importanti del loro passaggio, grazie al ritrovamento di navi commerciali e anfore per il commercio ittico. Successivamente alla caduta dell’impero Romano, l’isola passò rispettivamente nelle mani dei Vandali e successivamente dei Bizantini e da questo periodo risalgono anche incursioni Arabe.

L’arrivo dei Giudicati e delle Repubbliche marinare, permise all’isola di ristabilire un ruolo centrale nel Mediterraneo. Grazie a una facoltosa famiglia ligure, si pensa si tratti della potente famiglia dei Malaspina, fecero costruire un imponente castello posizionato sul massiccio di Fornelli, allo scopo di controllare il traffico delle imbarcazioni nello stretto.

Come tutti castelli che si rispettino, ben presto gli furono attribuite storie e leggende, come quella che vede il soggiorno del corsaro Barbarossa. Con l’arrivo degli Aragonesi nei primi anni del XV secolo, si scatenarono numerosi conflitti che avevano come fine la conquista del territorio. Il regno di Aragona, forte dei suoi mezzi bellici ebbe la meglio contro la repubblica di Genova. Nello stesso secolo ci fu inoltre l’intensificazione delle scorrerie arabe che porta all’innalzamento di tre torri d’avvistamento.

Per ben tre secoli avremo la dominazione Aragonese, sino al passaggio nel XVIII secolo, ai Savoia che l’annetterono al  Regno di Sardegna. La colonizzazione del territorio non fu impresa facile per i Savoia e dopo vari tentativi, un signore locale don Antonio Manca Amat marchese di Mores e Montemaggiore, riuscirà nell’intendo incrementando e allargando la produzione agricola e ittica.

Con l’abolizione del feudalesimo nel XIX secolo, l’isola, tornò nelle mani dello stato che dopo molti anni la trasformo in colonia agricola e in un lazzaretto. Gli abitanti locali si opposero ferocemente, combattendo a tratti in modo energico, ma alla fine però furono cacciati, ed esuli si stanziarono a Porto Torres, Sassari e soprattutto Stintino il quale vide l’insediamento di 45 famiglie formando cosi il nucleo originale del paese.

Con la deportazione dei prigionieri austro-ungarici, durante la prima guerra mondiale, l’isola diventa un carcere. Questa destinazione durò anni e anni, sino al 1997 quando divenne il Parco Nazione Asinara, riaprendo così ai visitatori le sue bellezze naturalistiche, storiche e geografiche.

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