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UNA GITA ALL’ASINARA, TRA CALE DA SOGNO E STORIA D’ITALIA

Vuoi unire l’utile al dilettevole? Sei in vacanza in Sardegna e vuoi liberarti di tutto lo stress accumulato durante l’anno, distendendoti su spiagge di sabbia bianchissima, ma allo stesso tempo vuoi visitare uno dei luoghi più caratteristici e più densi di significato di tutta l’Italia? Bene, una gita all’Asinara è certamente quello che ti ci vuole: qui paesaggi meravigliosi e incontaminati si susseguono a monumenti e testimonianze storiche eccezionali, lasciando il tempo di godersi il meglio del Mediterraneo su delle bellissime spiagge lambite da un’irresistibile mare turchese.

Le spiagge più belle dell’Asinara

Escursioni in fuoristrada 4x4 Asinara

Tra le cale più belle dell’isola che non possono certo essere dimenticate durante una gita all’Asinara c’è certamente la Cala d’Arena: sabbia bianca, acqua trasparente, questa è la spiaggia più a Settentrione dell’intera isola, ed è divisa in due da un piccolo ruscello. Alle sue spalle si trova la torre di Cala d’Arena, eretta per voleredel capitano ordinario delle Opere del Regno di Sardegna, Andrea Perez, nel 1611. Altre due torri aragonesi, del resto, costruite nel medesimo periodo, affiancano altrettante spiagge da sogno dell’isola, ovvero Cala d’Oliva e Cala Trabuccato.

Una gita all’Asinara all’insegna della storia

Come si può capire, dunque, durante una gita all’Asinara la storia dell’isola si presenta come una protagonista ineluttabile, affiancandosi di prepotenza ai momenti di relax più assoluto. Le tre torri sopra citate, per esempio, sono testimoni fedeli dell’arrivo degli Aragonesi, evento che trasformò la placida isola in un territorio di battaglia tra questi ultimi e i Genovesi. La vera colonizzazione dell’isola fu però successiva, in quanto i primi insediamenti stabili e numerosi sull’isola dell’Asinara sono da individuare tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo.

Quel piccolo paradiso terrestre fu però ben presto tolto dalla peraltro sparuta popolazione di pastori sardi e di pescatori liguri: nel 1855 i circa 500 abitanti dell’Asinara furono infatti costretti a lasciare l’isola, la quale per volere di Re Umberto I venne destinata a ospitare una Stazione sanitaria di quarantena e una colonia penale agricola. Il paradiso dei pastori e dei pescatori, dunque, si trasformò in un inferno per molti altri, e questa situazione durò a lungo, pur cambiando denominazione ed uso: durante la prima Guerra Mondiale, infatti, l’isola diventò un grande campo di prigionia per migliaia di prigionieri di guerra austriaci. Come se non bastasse, tra gli anni Settanta e gli anni Novanta l’Asinara venne trasformata nuovamente, con la costituzione del famoso carcere di massima sicurezza per i mafiosi e i brigatisti.

Un’isola ricca di testimonianze storiche dunque, immerse nella natura più incontaminata

Questo continuo isolamento dal mondo non ha certo scritto una storia particolarmente felice per quest’isola, ma però ha reso possibile l’arrivo fino ai giorni nostri della sua natura largamente incontaminata e per questo incantevole, della quale oggi tutti i visitatori possono godere durante una piacevole gita all’Asinara, tra storia, sole e relax. E dire che questo piccolo Eden del Mediterraneo, proprio per la sua natura selvaggia – e forse per le colonie che ha ospitato – è stato per anni definito come l’Isola del Diavolo!

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